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Pieve Matrice di San Pietro in Carnia

Zuglio
Categoria: Arte e Cultura
Sottocategoria: Chiese

 

La Pieve di San Pietro in Carnia, in stile gotico, sorge sulla cima del colle omonimo, su un rilievo sovrastante Zuglio; la prima notizia certa della sua esistenza si ha dal 1146, anche se - pare - che esistesse già nel 490. Il patriarca di Aquileia Ottobono e il preposto di San Pietro in Carnia, Manno Mannini, contribuirono all'erezione della chiesa; si trattò in realtà di un rifacimento che inglobò nel nuovo edificio parte di quello preesistente. La chiesa è stata ampliata più volte nel corso dei secoli e fu sempre un centro religioso, non solo della Vallata, ma di tutte le Pievi che gradatamente andavano sorgendo nelle Valli adiacenti: nel 1312 e nel 1485 sono state costruite una nuova abside e una navata laterale, mentre ha subito più volte restauri negli ultimi 100 anni.La vitalità della diocesi venne meno con la distruzione della città, l'allentarsi dei contatti con i centri più vitali e l'allontanamento del vescovo di Zuglio dalla sua sede. La chiesa di San Pietro in Carnia perse la titolarità episcopale e divenne una delle prime Pievi del territorio carnico sotto la guida di un delegato del patriarca di Aquileia, il preposito che, affiancato da otto canonici, doveva provvedere alla cura pastorale dei cristiani rimasti in loco e all'amministrazione dei beni della chiesa locale. Il preposito e i canonici conducevano vita comunitaria: la preghiera, le funzioni e i pasti serali si svolgevano in comune, mentre durante il giorno ognuno si spostava nella vallata a istruire i cristiani affinché questi arrivassero preparati per la messa domenicale, che veniva celebrata solo nella Pieve. A turno due canonici dovevano garantire la loro presenza nella Pieve, mentre la domenica e negli altri giorni di festa dovevano esservi presenti tutti.
Le opere d'arte custodite nella Pieve sono di grande pregio, tanto che la stessa subì nel 1970 e 1981 due furti di statue lignee. Tra le opere conservate nella Pieve vanno segnalate le teli rappresentanti "La conversione di San Paolo" (XVI-XVII secolo) e "La consegna delle chiavi a San Pietro" (1791); l'organo cinquecentesco di stile barocco; la scala in noce del 1740 che conduce alla sacrestia superiore completamente affrescata nel 1582 da Giulio Urbanis di San Daniele del Friuli; il battistero, formato da una coppa in pietra rossa - opera di artista ignoto del 1659 e da un tabernacolo ligneo realizzato da Vincenzo Comuzzo nel 1661; la statua di San Pietro (XV secolo); l'altare della Madonna del Rosario, opera di Gian Antonio De Agostinis (1590); gli stalli del coro (1734) ad opera di Antonio Leschiutta da Zuglio; il Cristo ligneo, di bottega tedesca, situato nell'architrave dell'arco principale (può essere datato 1550 o 1600): la sua espressione realistica e la sua perfezione anatomica rendono questa opera molto preziosa; l'ancona lignea di Sant'Antonio Abate (1550), in stile rinascimentale, attribuita a Gian Domenico dall'Occhio di San Vito al Tagliamento e un polittico ligneo gotico intagliato, decorato e dipinto da Domenico da Tolmezzo nel 1494, di cui rimane solo la cornice (le statue attuali sono copie perché le originali sono state rubate nel 1970 e 1981) . 
All'esterno, il portico ha subito dei rimaneggiamenti, ma sopravvive la bifora romanica. Nella parete, nella facciata e nelle colonne sono stati reimpiegati frammenti di sculture altomedievali; il portale e il portone in ferro riportano allo stile gotico. 
Accanto alla Pieve sorge una chiesetta intitolata a San Michele, risalente al XIII secolo, ora adibita ad ossario, mentre ai piedi della Pieve si può ammirare la Chiesa di Santa Maria in Monte, che risale al XV secolo con rimaneggiamenti posteriori. Al suo interno vi sono conservati affreschi di Giulio Urbanis ed un trittico ligneo della scuola di Giovanni Martini (secolo XVI).
Si festeggiano i Santi Titolari (29 giugno); l'Assunta (15 agosto); la Natività della Beata Vergine Maria (8 settembre); Tutti i Santi (1 e 2 novembre); la Marcia della Pace (31 dicembre) e la festa più antica e importante che si celebra in occasione della ricorrenza liturgica dell'Ascensione (maggio/giugno) con il "Rito del Bacio delle Croci": ciascuna chiesa, che dal lontano 1300 sottostava alla giurisdizione della Pieve di San Pietro, si raduna presso il "plan da vincule" (il pianoro che si incontra all'inizio della salita, verso la Pieve) per rendere omaggio con la croce astile ornata di nastri multicolori e un bacio simbolico all'antica Chiesa Matrice. 
La Storia delle Pievi
Mancano documenti storici comprovanti il periodo esatto della nascita delle Pievi. Alcuni studiosi ritengono che l'organizzazione di diocesi-pievi-cappelle possa essere paragonata alla struttura municipium (centro abitato di grandi dimensioni con autonomia amministrativa) - pagus (circoscrizione rurale alle dipendenza amministrative di un grande centro abitato) - vicus (abitato dipendente dal municipium con pochissima autonomia amministrativa) utilizzata al tempo dei Romani (ad esempio nella città romana Iulium Carnicum); organizzazione che si chiamava PIEVE (dal latino plebs = popolo) e indicava la comunità cristiana delle campagne (la popolazione) e la sua struttura (le attività pastorali e il territorio). 
Nel periodo medievale la Pieve era un'unità territoriale alle dipendenze di Aquileia, su cui il pievano, ovvero il sacerdote titolare della Pieve, esercitava un certo controllo ed aveva il diritto di riscuotere le tasse (la decima parte dei raccolti e dell'allevamento e la quarta parte della decima), nonché era un'unità giuridica: il pievano aveva il compito di far conoscere e rispettare le regole della chiesa. La Pieve però era soprattutto un'unità pastorale.
Il pievano inviava i suoi aiutanti (cappellani) alle cappelle dei paesi più grandi o a quelle più lontane, per provvedere alla celebrazione della Messa. 

Orario di apertura: 
01 luglio-31 agosto 2014 aperta dal martedì alla domenica con orario 9-12 / 15-18; LUNEDI' CHIUSO. 

In altri periodi ed orari apertura su prenotazione per gruppi.
Informazioni: don Giordano Cracina cell. 329/2622525

 

Indirizzo: Via Fielis, 33020 Zuglio

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